mercoledì 5 maggio 2010

Un battito d'ali


Da cosa nasce il disagio psicologico? Anche da un battito d'ali di farfalla. Pensi di esserne immune, sono cose che capitano ad altri, non certo a te o alla tua famiglia. Ti fa maggiore impressione quando succede ad un uomo intelligentissimo e coltissimo, curioso e solare, estremamente scientifico e razionale........sì, ti fa più impressione. Perchè ti rendi conto che può colpire tutti, indistintamente e può nascere da tutto, indistintamente.

Il disagio di mio padre nasce dall'arrivo di una patologia fisica, una malattia minore che però ti logora, ti sfinisce; ma anche dalla incapacità di sconfiggerla, dall'assoluta certezza che nessuno sia in grado di aiutarti, dalla presunzione di riuscire con le proprie forze là dove, anni ed anni di ricerca scientifica, hanno fallito.

Come aiutare un uomo che pretende di non essere aiutato? Francamente non so. O, se la so, la risposta mi terrorizza.
Cosa può fare una figlia per suo padre? Dove è giusto che arrivi?

Non voglio e non posso entrare nello specifico, dico solo che è un inferno.

5 commenti:

Lu ha detto...

Vorrei mi credessi se ti dico che comprendo abbastanza bene quel che dici in questo post. Non sto a spiegarti il perchè e il percome, ma è così. Mio padre non era come il tuo, ma era comunque il mio eroe per tante cose di cui mi rendevo conto con il tempo; eppure sapere questo non mi ha aiutato a gestire bene le brutte depressioni che ha vissuto, soprattutto all'arrivo, durante, e sul finire di una brutta malattia. Un rammarico, il mio, senza rimedio. Benchè io stesso possa rivolgermi un sonoro "Da che pulpito!", ti raccomando: fai l'impossibile, e stagli vicino. Lo so che è un inferno, ma intanto c'è.
Scusami.
Lu.

Ibadeth ha detto...

Non so cos'abbia tuo padre (fisicamente, intendo) che lo deprime. Ma credo che una sola cosa tu possa fare, stargli vicino. Se lui non vuole essere aiutato, non fare nulla, sarebbe peggio. Fagli solo capire che tu ci sei...
Un abbraccio.

Wilma ha detto...

Mi sono commossa nel leggerti perchè con mio padre abbiamo vissuto la stessa situazione. E' terribile scoprire la fragilità di uomini tanto forti e invulnerabili. Mi fa ancora troppo male parlarne e non sono in grado di consolarti. Ti abbraccio, semplicemnte. Son certa che andrà meglio...

Semalutia ha detto...

Mio padre è stato ed è una grandissima persona. Non credo si tratti di depressione anche perchè rimane ottimista, ogni giorno pensa sia quello in cui guarirà.....solo che si è fissato, pensa di stare male solo lui, gli altri non capiscono nulla, da enfasi a cose pressochè inutili, esagera piccolezze di poco conto (un banale mal di schiena è diventato per lui un infarto in atto). Si dimentica le cose ed inventa bugie. Inoltre pensa di prendere il premio Nobel scoprendo la causa e la cura alla sua malattia, non capendo che solo se la minimizza e se ne fa una ragione, avrà la meglio su di lei. Grazie a tutti per le parole ed il conforto, posso immaginare che in ogni casa, in ogni famiglia ci sia stato e ci sia, il dolore e la sofferenza...purtroppo. Baci

il cuoco ha detto...

Posso solo dirdti in bocca al Lupo... So cosa si prova a convivere anni anni con una malattia che ti logora...
é successo anche a mio padre... Ciao