
Ho sempre amato la grammatica. Sin dalle elementari. La maestra ci dava da fare tantissima analisi grammaticale e logica...non piaceva quasi a nessuno, perchè è lunga da fare, soprattutto l'analisi grammaticale. Parola per parola. Io la adoravo. Per insegnarci al meglio la coniugazione dei verbi, anche di quelli difettivi, l'insegnante ci faceva fare delle gare tra di noi. Chi li sapeva meglio vinceva un premio, a volte una matita, a volte una gomma. Credo di aver vinto sempre io.
Questa disposizione mentale me la porto dietro tutt'ora (tant'è che i miei colleghi mi chiamano "la maestrina"). Anche negli sms non uso mai abbreviazioni, metto la punteggiatura, le maiuscole. La scrittura per me ha un qualcosa di sacro. Per questo, quando capito in alcuni blog i cui post sono pieni zeppi di orrori grammaticali, sintattici e di punteggiatura, inorridisco...e non riesco più a leggerli!
Mi meraviglio di quanta gente, invece, li legga lo stesso e commenti estasiata! Proprio ieri, immersa in questi pensieri, mentre stavo leggendo "L'eleganza del riccio", mi è capitato sott'occhio un capitolo che parlava proprio della bellezza della grammatica. Mi sono sentita subito sollevata e mi son detta: "Via, non sono proprio sola, nell'Universo!".






